Vita cristiana

Volgi lo sguardo su Cristo

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Ci sono momenti nella vita in cui tutto sembra attirare il nostro sguardo lontano da Cristo. Le preoccupazioni reclamano attenzione, le difficoltà diventano più grandi nella nostra mente, le delusioni appesantiscono il cuore e il futuro appare avvolto nell’incertezza. In quei momenti siamo facilmente tentati di fissare gli occhi sulle circostanze, sulle nostre capacità o sulle nostre paure.

La Parola di Dio, però, ci indica un’altra direzione:

«Fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta.»
(Ebrei 12:2, NR2006)

La vita cristiana cambia prospettiva quando smettiamo di contemplare continuamente ciò che ci spaventa e torniamo a guardare Colui che ci ha salvati.

Quando lo sguardo si posa sulla tempesta

Uno degli episodi più significativi del Vangelo è quello di Pietro che cammina sulle acque. I discepoli si trovavano in mezzo al mare, agitato dal vento, quando videro Gesù venire verso di loro camminando sull'acqua. Pietro, riconoscendo il Signore, gli chiese di comandargli di raggiungerlo. Gesù gli disse: «Vieni!» (Matteo 14:29,)

Pietro scese dalla barca e cominciò realmente a camminare sull'acqua verso Gesù. Poi accadde qualcosa.

«Ma, vedendo il vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!”» (Matteo 14:30,)

Il vento era presente anche prima. Le onde erano presenti anche prima. La differenza fu ciò che occupò lo sguardo di Pietro.

Finché Cristo era davanti ai suoi occhi, Pietro avanzava verso di lui. Quando la sua attenzione venne catturata dalla forza del vento, la paura prese il sopravvento.

Quante volte accade qualcosa di simile anche a noi? 

Guardiamo la malattia, guardiamo il problema familiare, guardiamo la situazione economica, guardiamo ciò che abbiamo perduto, guardiamo ciò che potrebbe accadere domani.
E lentamente ciò che vediamo diventa più grande, nella nostra percezione, di Colui nel quale abbiamo creduto.

Il problema non è riconoscere la tempesta. Il problema nasce quando la tempesta occupa nel nostro cuore il posto che appartiene a Cristo.

Guarda Cristo, non te stesso

Esiste anche un'altra direzione sbagliata verso la quale possiamo rivolgere continuamente gli occhi: noi stessi. Possiamo osservare le nostre debolezze, ricordare incessantemente i nostri fallimenti, misurare la nostra fede, analizzare le nostre emozioni e domandarci continuamente se siamo abbastanza forti per affrontare ciò che abbiamo davanti.

Ma il Vangelo non ci invita a trovare sicurezza nella nostra forza.

Paolo scrive: «Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.» (Filippesi 4:13,)

La forza del credente non consiste nell'essere autosufficiente. È una forza ricevuta.

Cristo non ti chiama a dimostrare quanto sei forte; ti chiama a confidare in quanto egli è sufficiente.

Questo cambia radicalmente il modo in cui affrontiamo le nostre debolezze. Non dobbiamo negarle né fingere che non esistano. Possiamo portarle davanti al Signore sapendo che la sua grazia non dipende dalla nostra perfezione.

Il Signore disse a Paolo:

«La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza.»
(2 Corinzi 12:9,)

Il mondo insegna spesso a nascondere la debolezza; Cristo ci insegna a dipendere dalla grazia.

Guarda Cristo quando il passato ti accusa

Talvolta non è il futuro a spaventarci, ma il passato a inseguirci.

Errori, peccati, occasioni perdute e decisioni sbagliate possono diventare voci insistenti nella coscienza. Possiamo aver confessato il nostro peccato e tuttavia continuare a vivere come se dovessimo ancora pagare personalmente il debito che Cristo ha già portato sulla croce.

Ma la Scrittura dichiara:

«Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù.»
(Romani 8:1,)

Queste parole non minimizzano il peccato. Al contrario, ci conducono alla croce, dove comprendiamo quanto sia terribile il peccato e quanto sia straordinaria la grazia.

La croce non proclama che il peccato non conta; proclama che Cristo ne ha pagato il prezzo.

Quando il passato torna a bussare alla porta della coscienza, il credente non deve guardare soltanto a ciò che è stato. Deve guardare a ciò che Cristo ha compiuto.

La nostra speranza non è fondata sulla possibilità di riscrivere ieri. È fondata sull'opera compiuta da Gesù Cristo.

Guarda Cristo quando non comprendi

Ci sono stagioni nelle quali Dio non ci fornisce immediatamente le risposte che vorremmo.

Preghiamo e aspettiamo, chiediamo e non comprendiamo, cerchiamo una spiegazione e incontriamo il silenzio.

È proprio allora che la fede viene chiamata a fare qualcosa di profondamente difficile: continuare a fidarsi del carattere di Dio quando non comprende le sue vie.

La Scrittura dice:

«Confida nel SIGNORE con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento.»
(Proverbi 3:5,)

La fede biblica non significa comprendere tutto. Significa conoscere Colui al quale abbiamo affidato la nostra vita.

Quando non riesci a comprendere la mano di Dio, continua a confidare nel cuore di Dio rivelato in Cristo.

Gesù è la manifestazione suprema dell'amore di Dio verso di noi. La croce rimane la risposta definitiva al dubbio che Dio possa essere indifferente alla nostra condizione.

Guarda Cristo sulla croce

Se vogliamo comprendere fino a che punto siamo amati, dobbiamo guardare al Calvario. Lì vediamo il Figlio di Dio dare sé stesso per peccatori che non potevano salvare sé stessi.

Paolo scrive:

«Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.» (Romani 5:8, NR2006)

Non siamo stati amati perché eravamo degni. Non siamo stati salvati perché avevamo qualcosa da offrire a Dio. La salvezza nasce dalla grazia.

Alla croce termina ogni vanto umano e comincia lo stupore della grazia.

Guardare a Cristo crocifisso significa ricordare che il nostro rapporto con Dio poggia sull'opera del Figlio e non sui nostri meriti. Ma il nostro sguardo non deve fermarsi alla tomba.

Guarda Cristo risorto

Il Cristo che fu crocifisso è anche il Cristo risorto. Questa è la speranza che attraversa tutto il messaggio cristiano. Gesù non è semplicemente un maestro del passato, né soltanto un esempio morale da imitare. Egli è il Signore vivente.

Paolo scrive:

«Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti.»
(1 Corinzi 15:20,)

La risurrezione cambia tutto.

Significa che il peccato non avrà l'ultima parola. La morte non avrà l'ultima parola. Il dolore non avrà l'ultima parola. Le lacrime non avranno l'ultima parola.

L'ultima parola appartiene a Cristo.

Per questo il cristiano può attraversare perfino le valli più oscure senza perdere la speranza. La speranza cristiana non nasce dall'idea che tutto andrà sempre come desideriamo. Nasce dalla certezza che apparteniamo a Cristo e che Cristo ha vinto la morte.

Volgi di nuovo lo sguardo

Forse oggi il tuo sguardo è rimasto troppo a lungo sulla tempesta.

Forse hai contemplato così tanto il problema da dimenticare la grandezza del tuo Signore.

Forse hai guardato troppo alle tue debolezze.

Forse continui a voltarti verso il passato.

Forse stai cercando di vedere il futuro e l'incertezza ti spaventa.

La Parola di Dio ti invita a rivolgere nuovamente lo sguardo verso Gesù.

Non significa ignorare la realtà, significa guardare la realtà dalla prospettiva della fede.

Il salmista poteva dire:

«Io alzo gli occhi verso i monti... Da dove mi verrà l'aiuto? Il mio aiuto viene dal SIGNORE, che ha fatto il cielo e la terra.» (Salmo 121:1-2, NR2006)

Il problema può essere grande, ma Dio è più grande.

La notte può essere lunga, ma Cristo rimane la luce.

La strada può essere difficile, ma il Pastore non abbandona le sue pecore.

La tua forza può diminuire, ma la sua grazia non viene meno.

Non misurare Cristo sulla grandezza della tua tempesta. Misura la tempesta alla luce della grandezza di Cristo.

E quando non sai più dove guardare, torna al Vangelo.

Guarda Cristo che ti ha amato.

Guarda Cristo sulla croce.

Guarda Cristo risorto.

Guarda Cristo che intercede per i suoi.

Guarda Cristo che ha promesso di essere con i suoi discepoli fino alla fine.

E continua il cammino. Perché la fede non consiste nell'avere sempre davanti agli occhi una strada senza ostacoli.

La fede consiste nel sapere chi stiamo seguendo anche quando la strada attraversa la tempesta.

«Fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta.»
(Ebrei 12:2, NR2006)

Volgi lo sguardo su Cristo.
Ancora una volta.
E poi continua a camminare.

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